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Tradizioni di Pasqua

Ecco alcune delle più importanti tradizioni di Pasqua ed usanze di Pasqua.


La tavola pasquale é molto ricca a testimonianza della fine del periodo di digiuno e penitenza di 40 giorni. Le uova hanno assunto un valore simbolico e di buon augurio. Un tempo invece erano assenti dalle tavole per tutto il periodo della Quaresima per penitenza, per poi ricomparire sulla tavola il giorno di Pasqua. Il tradizionale agnello pasquale é un altro simbolo del sacrificio di Gesù, che non manca mai dalle tavole. In alcune regioni c'é l'uso di fare la colazione di Pasqua, in cui vengono servite pietanze ricche, come salumi, coratella d'agnello, pizza di Pasqua (di cui troverete le ricette nelle nostre pagine) a testimonianza della fine del digiuno.

L'uovo: tradizione ed arte
La tradizione dell'uovo pasquale ha origini antichissime. Infatti, i contadini della antica Roma erano soliti sotterrare nei campi un uovo dipinto di rosso, simbolo di fecondità e quindi propizio per il raccolto. Ed è proprio con il significato di vita che l'uovo entrò a far parte della tradizione cristiana, richiamando alla risurrezione di Cristo ed alla vita eterna. Oltre alla delizia delle uova di cioccolato, in tutto il mondo esistono tradizioni pasquali che prevedono la realizzazione di uova artistiche. In particolare, bellissime e famose sono le uova ucraine, dette Pysanky, ossia "cose che sono scritte sopra". Le Pysanky sono realizzate con un processo di tintura fissato con cera e donate in un cestino di vimini foderato d'erba.

Le streghe finlandesi

Essendo la maggior parte degli scandinavi di religione luterana, la Pasqua assume un significato minore ed è considerata un giorno di vacanza. Il folklore finlandese vuole che le streghe volino in cielo tra il venerdì santo e la domenica di Pasqua. Infatti, in alcune zone della Finlandia si usa ancora accendere falò la notte dei sabato, in memoria dell'antica tradizione di scacciare le streghe dal proprio focolare domestico.

Lo scoppio del carro o Fuoco di Pasqua (Firenze)
L'origine di questa cerimonia tradizionale risale ai tempi delle crociate. Si narra che nel 1099 il famoso capitano fiorentino Pazzino dei Pazzi combatté valorosamente contro gli infedeli, salì per primo sulle mura di Gerusalemme e vi innalzò il vessillo cristiano. Per queste sue gesta, Goffredo di Buglione lo premiò con alcune pietre del Santo Sepolcro. Pazzino dei Pazzi le portò a Firenze ed esse furono usate dal Vescovo nel giorno del Sabato Santo: sfregando un acciarino su di esse, accese un fuoco che venne distribuito a tutti i cittadini. Da qui la famiglia dei Pazzi gettò le basi dell'odierna cerimonia, costruendo un monumentale "Carro di Fuoco" detto "Brindellone", simile al carroccio cittadino; per secoli i discendenti della famiglia mantennero questa tradizione, ripresa poi in tempi recenti.
 
La mattina di Pasqua il carro viene trasportato da buoi bianchi dal piazzale di porta al Prato fino al duomo. Viene poi teso un filo di ferro che unisce il carro all'altare maggiore del duomo. Lungo questo filo viene installata una colombina che porta nel becco un ramoscello di olivo: questa colombina deve scivolare lungo il filo verso il carro con la miccia accesa per incendiare i fuochi d’artificio contenuti su di esso. Infatti durante la S. Messa , al momento del "Gloria", l'Arcivescovo accende i razzi della "Colombina", la quale scorre lungo un filo, percorrendo tutta la navata centrale; qui appicca il fuoco ai mortaretti piazzati sul "Carro", segue poi il percorso inverso tornando all'altar Maggiore. Se tutto si svolge senza intoppi, per Firenze si preannuncia un anno positivo.
 
Il "Carro" di adesso non è ovviamente lo stesso costruito dalla famiglia dei Pazzi, ma conserva ancora al suo interno "le pietre del Santo Sepolcro"; esso è alloggiato durante l'anno al n. 48 di Porta al Prato, a Firenze, in uno strano edificio di legno, senza finestre, ma con una enorme porta che arriva al 2° piano delle case adiacenti.

 

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